I Colli Euganei, di antica origine vulcanica, si ergono dolci e ben delineati nel cuore della pianura padano-veneta, in territorio padovano. L’origine vulcanica è ancora oggi attiva attraverso le famose terme di Abano e Montegrotto che attirano ospiti da tutta Europa.

La loro storia, unica e preziosa, è legata a filo doppio con i propri abitanti, famiglie contadine, che nei secoli ne hanno tratto unico sostentamento. Se un tempo nelle aree pianeggianti dominavano i seminativi e piante da frutto quali olivo e prugne, o come le più ricercate mandorle e nocciole e melograni, fino alle ricercate e pregiate giuggiole, da oltre un secolo ed in particolare negli ultimi decenni i Colli Euganei hanno subito un’evoluzione in favore della viticoltura, trovando affinità e pieno riscontro soprattutto nelle zone collinari e sui dolci pendii soleggiati.

I terreni particolarmente adatti a diverse varietà di vigneti nobili e la vocazionalità vitivinicola di quello che una volta era il contadino, aiutato e direzionato da maestri enologi, rendono oggi i vini dei colli Euganei di particolare pregio e qualità. I profili sensoriali ed i profumi dei vini, a seconda del tipo di suolo su cui la vigna è stata allevata, sono tipici e peculiari e non si ripetono altrove.

Qui il vino è cultura antica e radicata, è stato il “focolare” delle famiglie contadine che riunite accanto al camino o nelle stalle si raccontavano le storie di un tempo e tramandavano l’arte di coltivazione della vite e dei segreti per ottenere vini sempre migliori; è stato usato come merce di scambio e tipicamente, puntualmente offerto (mai il caffè!) agli ospiti in visita con l’orgoglio di far assaggiare la propria produzione agli altri aspettandone i commenti, servito e bevuto nelle osterie dei paesi durante le interminabili partite a briscola e tresette.

I colli Euganei, così affascinanti e originali, oggi Parco Regionale e area protetta, sono stati magnificamente trattati nella Tesi di Laurea di Sara Sinigaglia

“LA VITICOLTURA NEI COLLI EUGANEI: INFLUENZE AMBIENTALI E TRASFORMAZIONI DEL PAESAGGIO”, presentata e discussa presso L’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO – Facoltà di Studi Umanistici, con il Relatore Prof. Luca Boniardi e Correlatore Prof. Alessandro Segale, nell’anno accademico 2012/2013.

Tra le varie cantine dei Colli Euganei si distingue l’Azienda Agricola Carletto Contarato che, tra le suggestive colline di Vò e Bastia, i dolci declivi soleggiati, le generose vallate e facendo tesoro della prestigiosa tradizione familiare, produce oggi vini DOC e DOCG di massima qualità gustati in tutta Italia e largamente apprezzati in diversi paesi Europei come Francia e Spagna.

La generosità dei terreni tipici votati alla vite, la cantina dotata delle più moderne attrezzature, il valore aggiunto dalla sapienza di esperti enologi, l’alta specializzazione conseguita negli ultimi due decenni nell’impiantazione e cura dei vitigni e delle tecniche di vinificazione, unitamente alla grande passione e dedizione del proprietario, rendono ogni bottiglia una vera opera d’arte. Ogni calice di vino genera la percezione olfattiva e gustativa di un bere superiore, fa assaporare il gusto pieno e armonioso delle diverse fragranze di uve bianche e rosse, fa scoprire l’unicità dei vitigni Euganei.

L’azienda di Carletto dedica un’area alla spaziosa ed accogliente enoteca nello stile della tradizione locale, dove si ricevono gli ospiti di passaggio oppure su prenotazione, anche a gruppi, per la degustazione e la vendita dei vini di produzione e dei prodotti tipici locali. Qui è possibile anche vedere, ascoltare i cicli produttivi dalla scelta e lavorazione del vitigno alla vendemmia e vinificazione, imparare la differenza tra un grappolo di Cabernet Franc e Souvignon, capire il bouchet dovuto ai diversi uvaggi, apprendere le diversità tra Prosecco e Serprino, Moscato e Fior d’Arancio. Qui si condivide con gli ospiti e i visitatori la tradizione euganea di “bere un bicchiere in compagnia”, di assaporare e gustare i vari vini tra una chiacchera a l’altra, tra discorsi e commenti, perché come si dice da queste parti “il vino fa’ allegria”.

Nell’Azienda Contarato la vendemmia è ancora vissuta come “evento”, come momento epocale in cui il mondo si ferma per dedicare tutto e tutti all’importante rito annuale. Il monitoraggio quotidiano delle uve, la scelta del giorno del “via”, il frenetico ritmo dei vendemmiatori che come formiche impazzite si aggirano tra i filari, l’andirivieni di cassette piene e vuote, i trattori che con i carri stracolmi imperano nelle strade e convogliano le uve in cantina; la pigiatura, la fermentazione e la vinificazione, tutto intorno l’odore di uva e di mosto è insistente e inebriante, l’atmosfera è viva, pulsante, frenetica.

L’ora di andare a letto non arriva mai, non si sa che ore sono in cantina, quasi non c’è tempo per coricarsi che l’alba è già spuntata per ricominciare. La vendemmia dura circa tre settimane nell’azienda di Carletto.

Il risultato di tale dedizione e sacrificio lo si vede con il nuovo anno a vinificazione completata, la maturazione e l’imbottigliamento. I bianchi saranno i primi ad essere stappati e gustati come il Prosecco, il Serprino e il Pinot ad esempio; per il Millesimato occorrerà attendere il procedimento in autoclave a temperatura e pressione controllati per circa due mesi. Il Merlot, i Cabernet Franc e Souvignon ed il Raboso si assaporeranno più tardi, mentre per gustare appieno i profumi del Refosco si dovrà attendere una ulteriore maturazione in bottiglia per circa un anno.

…..non c’è tempo per coricarsi che l’alba è già spuntata per ricominciare. La vendemmia dura circa tre settimane nell’azienda di Carletto.

Nell’anno successivo si potranno quindi gustare vini di ottima qualità, da pasto o da occasione importante, da aperitivo o con il dessert, dolce o brut, anche in confezioni regalo, acquistabili sia in cantina che online insieme alle grappe, al miele, all’olio e spediti ovunque nei sicuri e protetti imballaggi.

La dedizione di Carletto, la passione da sempre, la cura dei dettagli, i consigli dell’amico enologo sono racchiusi nel processo di vinificazione che, una volta completata, porterà alla maturazione e l’imbottigliamento. Anno dopo anno si rafforza la già ottima qualità dei vini sposandosi alla rigorosa genuinità con la quale sono prodotti, consolidando l’identità caratteristica della cantina.

I bianchi saranno i primi ad essere stappati e gustati come il Prosecco, il Serprino e il Pinot ad esempio; per il Millesimato occorrerà attendere il procedimento in autoclave a temperatura e pressione controllati per circa due mesi. Il Merlot, i Cabernet Franc e Souvignon ed il Raboso si assaporeranno più tardi, mentre per gustare appieno i profumi del Refosco si dovrà attendere un ulteriore affinamento in bottiglia per circa un anno.

La stappatura delle prime bottiglie già riempie gli olfatti di fragranze e aromi deliziosi e inconfondibili; l’assaggio riempie la bocca di sapori veri e inalterati. Il gusto corposo e caratteristico del Cabernet Souvignon che ricorda gli antichi sapori, o del più morbido Cabernet Franc, il sapore fruttato persistente del Merlot, le caratteristiche fragranze del Serprino e dei Prosecchi, la bontà e l’allegria del Tramonto Rosa, evocano il desiderio di stappare in compagnia davanti a pane e salame,   durante un happy hour con gli amici, con primi piatti ancora fumanti o portate sfiziose e succulente.

Acquista alcune bottiglie di assaggio e scrivici i tuoi commenti, che siano da esperto o da sommelier, oppure sensitivi ed “emozionali” da neofita, o semplicemente da persona a cui piace bene del buon vino.